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Tratto da - L'ultima Profezia-
Zecharia Sitchin

"Spesso ho affermato che il Passato è il Futuro. Se ci fosse un reperto in grado di dimostrare che il Futuro è nel Passato, questo sarebbe senza dubbio il - Meccanismo di Anticitera-, esposto al Museo Archeologico Nazionale di Atene, Grecia.
Si tratta, potremmo dire, dell' OOP che batte tutti gli OOP esposti in tutti i musei del mondo. Le circostanze della sua scoperta, che aiutano a determinarne l'età, vanno al di là di ogni dubbio; perciò al di là di ogni dubbio è fuori dal tempo per la sua tecnologia avanzata. Conosciamo, o crediamo di conoscere, il luogo di provenienza ( ma non necessariamente di origine). Ma per più di un secolo sono stati oggetto di dibattito e congetture sia coloro che possedevano la tecnologia necessaria a "produrre" il meccanismo", sia la funzione del meccanismo stesso. Ritengo che non ci sarà una vera soluzione dell'enigma fino a quando non si ammetterà che il Meccanismo di Anticitera non è frutto della ecnologia dell'uomo, bensì degli dei.
Poco prime della Pasqua del 1900, due barche di pescatori di spugne aleggiavano nelle acque del Mediterraneo orientale, al largo dell'isole greca di Anticitera.
Immergendosi per raccogliere le spugne, laddove nell'antichità le barche solcavano la rotta mediterranea fra Oriente e Occidente, i palombari scoprirono sui fondali marini, a una profondità di 42 metri, il relitto di una nave antica. Recuperarono diversi oggetti, tra i quali statue di bronzo e di marmo.
La scoperta venne comunicata alle autorità e, man mano che venivano recuperati altri oggetti, la nave e il suo contenuto vennero esaminati da archeologi e altri esperti, che datarono la nave a un periodo di poco successivo al 200 a. C.; anfore di terracotta, che contenevano vino, olio, e altro cibo, vennero datate intorno al 75 a. C.
Queste due date segnavano l'arco di tempo in cui si verificò il naufragio. Oggi tutti gli esperti concordano nell'affermare che la nave affondò nel I secolo a.C., perciò tutto ciò che vi è stato trovato all'interno doveva avere almeno 2000 anni. Ma il fatto che alcune delle statue fossero datate con certezza al IV secolo a.C. naturalmente fa pensare che anche gli altri reperti presenti nel relitto possano essere altrettanto antichi, se non di più.
Fra gli oggetti portati al museo per essere studiati ed esaminati c'era anche un blocco di fango indurito nel quale erano inclusi pezzi di metallo, probabilmente pezzi di una statua che si era rotta. Fu nel maggio del 1902 che un archeologo del museo notò in questo blocco un frammento di metallo rotondo che sembrava una rotella. Quando venne ripulito dal fango, quell'agglomerato si rivelò essere un oggetto metallico con rotelle, che presentavano evidenti segni di corrosione e grandi incrostazioni. Man mano che ne furono studiati i dettagli, altri pezzi di metallo tondi e dentati vennero puliti e allineati uno accanto all'altro, i funzionari del museo, allibiti, videro davanti ai propri occhi un congegno meccanico di bronzo formato da diversi parti circolari che includevano anche ruote dentate. Si resero conto di essere di fronte a un congegno meccanico di sorprendente complessità, che non poteva in alcun modo appartenerenere ai tempi antichi.
Il Meccanismo di Anticitera, come venne chiamato, era racchiuso in una scatola di legno che misurava 33 cm per 17 cm e dello spessore di appena 9 cm. Sulle parti di metallo erano ben visibili lettere dell'alfabeto greco; ma se le lettere componevano parole, per comprenderne l'eventuale significato era necessaria una pulitura ben più accurata e un'altrettanto accurata ricostruzione dei frammenti.
Ulteriori esami e studi hanno dimostrato che quella piccola scatola conteneva un meccanismo di precisione composto da una serie di ruote dentate, ingranaggi, di diverse misure, sincronizzati a diversi piani all'interno di una cornice circolare contenuta, a sua volta, in una scatola di legno.
Cos'era quell'oggetto? Da dove proveniva, chi l'aveva fabbricato, quando e perchè?