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Introversi è Meglio

Il prima
A – Dovevo restituirgli il piacere per forza
B – Mi spiaceva dirgli no
C – E cosa facevo? Lo lasciavo lì solo?
D – Non ho avuto cuore di rispondere no

Il durante
A – Che palle!!!
B – Ma di che cosa stiamo parlando?
C – Mi fa male la schiena
D – Mi mancava solo questa. Speriamo di sbrigarci che alle 8 devo andare

Il dopo
A – E intanto voi siete andati al mare
B – Pomeriggio perso e devo finire la relazione entro domani
C – Hai un antinfiammatorio?
D – No tesoro scusa il ritardo ma non mi lasciava più venire via, no amore dai, no amore non andare a cena con l’idraulico, dai!

Mischiatele pure tra di loro ma alcune di queste situazioni vi sono capitate (oddio spero non la D del “Dopo”!)
Comunque sono esempi di come non riuscire a dire di no può complicarci parecchio la vita.
E allora vediamo di iniziare a parlare del perché ci viene cosi difficile dire no e di come allenarci per invertire questa tendenza.
La prima motivazione per cui ci viene difficile dire no è una motivazione sociologica. La nostra specie è l’unica che fa nascere cuccioli che non diventano adeguati alla sopravvivenza in breve tempo. Per un lunghissimo periodo di tempo non siamo attrezzati a sopravvivere e siamo incapaci alla vita sociale. E’ naturale che un bambino capisca che il ben volere delle persone che lo circondano è necessario per stare bene, che occorre comportarsi bene e piacere agli altri per avere cibo, calore carezze. Probabilmente in questa fase della nostra vita si forma un legame, difficile da sciogliere, tra quello che pensano gli altri di noi e la nostra stessa sopravvivenza. Non essere considerati o deludere gli altri diventa così un ostacolo alla nostra felicità.
[Una volta cresciuti questa “paura” dovrebbe essere definitivamente accantonata. La solitudine non dovrebbe più spaventarci e spingerci a dire sempre di più nel timore di rimanere soli. Il prossimo 25 ottobre affronteremo la questione in un workshop dal titolo “Come passare del tempo da soli”. Trovate tutte le informazioni sul sito di Accademia della Felicità].
Il secondo motivo, molto più limitante del primo, è la nostra autostima. La scarsa autostima [se vuoi saperne di più sull’autostima leggi tutti gli articoli dedicati all’argomento sul nostro blog] o la debolezza di un momento fa in modo che ricorriamo alla visione che gli altri hanno di noi per “medicare” il nostro ego.
Per cui, diciamo sì ad una richiesta anche se:
A)  sappiamo che ci costerà tempo e fatica
B) nella maggioranza dei casi non riusciremo a farla bene
C) non avremo l’approvazione degli altri
D) questo si ripercuoterà sulla nostra autostima
E ) tornate ad A.
In questo modo ci sentiremo sempre infelici, mai all’altezza, abbiamo superato i nostri limiti e abbiamo permesso agli altri di entrare nella nostra area di benessere.
Ed è proprio questo il punto: ognuno di noi ha dei limiti, dei confini oltre i quali tutto diventa faticoso, stressante e molte volte impossibile.
Riconoscere i propri limiti è difficile, soprattutto in una società basata sull’ideologia “no limits”. Tutto e tutti ci spingono ad “andare oltre i propri limiti”, “osare di più”. Tutto ci mette nella condizione di avere estrema facilità ad andare al di là del proprio confine. Pensate solamente ad un mezzo diffusissimo come la carta di credito.
Nel caso accetti di superare i tuoi limiti e fallisci i messaggi di ritorno sono del tipo “non sei stato abbastanza determinato” oppure “se non ce l’hai fatta è solo perché l’hai voluto tu”.
E tutto questa ideologia “no limits” è bastata su una menzogna, cioè che tutti partiamo da condizioni di uguaglianza di fondo. E questo non è vero.
Se la moglie del mio amico va tutti i week end a fare gara di uncinetto, io non posso accettare la richiesta del mio amico, tutti i week end, di accompagnarlo a fare un giro in moto altrimenti è la mia di famiglia che si sfascia: non partiamo dalla stessa condizione né abbiamo gli stessi confini.
Quindi, definire i propri confini e dire dei no:
- ci evita di sentirci inadeguati, non all’altezza
- ci evita un gran carico di stress
- ci avvicina alle persone che contano per noi
- ci garantisce, con la selezione dei nostri obiettivi, delle maggiori chance di successo
- ci evita di diventare manipolabili
- evita che gli altri entrino all’interno dei nostri confini.
Un esercizio semplice per aiutarsi  a definire i propri limiti è quello di prendere un quaderno e scrivere la propria Lista dei Sì Assoluti.

Chiedersi cioè: cosa ha maggior bisogno di attenzione in questo momento della nostra vita?

Bisogna pensare in termini di tre mesi dal momento in cui si scrive. Fate una lista con gli argomenti pressanti in questo momento, sondate tutte le aree, matrimonio, lavoro, situazione finanziaria, salute, condizione fisica ed emotiva, amici, volontariato, casa etc etc.
Riordinate la lista mettendo voi stessi come priorità, per cui la vostra salute, la vostra situazione finanziaria etc etc. Questo non per egoismo ma per la semplice considerazione che se voi andate in burnout chi si occuperà delle persone e delle cose a voi care?
Di questa lista prendete i primi 5 punti e scriveteveli su fogli che metterete dappertutto perché ogni volta che dovrete prendere una decisione dovrete ricordarvi che avete delle priorità.
Dopo aver fatto la lista delle cose importanti e aver messo delle pietre miliari sui nostri confini dobbiamo imparare a dire no. Nel farlo, teniamo bene a mente che:
  • Dire no non è necessariamente egoistico – Quando dici no ad un nuovo impegno stai solo marcando gli obblighi esistenti garantendoti di essere in grado di dedicarci tempo ed energia.
  • Dire no ti può permettere di provare cose nuove – Non è solo perché hai sempre aiutato ad organizzare il torneo di lancio del tronco dell’oratorio che devi farlo per sempre. Dire no ti da il tempo di perseguire altri interessi.
  • Dire sempre sì non è sano – Quando si è troppo impegnati si è sotto stress, quindi è molto probabile non sentirsi in forma o addirittura ammalarsi.

Quando dire no?

A volte è difficile determinare quali attività meritino il nostro tempo e la nostra attenzione. Abbiamo già fatto la lista dei nostri sì assoluti, che è già di per sé un utile strumento che può aiutare a prendere  una decisione. Ecco alcuni spunti che possono aiutarvi a valutare gli obblighi:
  • Concentratevi su ciò che conta di più – Esistono i vostri impegni precedenti, esiste la vostra lista di priorità. Chiedetevi se il nuovo impegno è importante per voi, che vantaggi ne avreste, che svantaggi ne avreste, se è qualcosa per cui mettere in campo tutte le vostre forze ancora a disposizione. Altrimenti lasciate perdere
  • Valutate il rapporto “Yes to Stress” – La nuova attività è a breve o a lungo termine? Quanto tempo richiede? Fare una torta per la parrocchia è diverso da organizzare il festival del bottone in madreperla, sono mesi di stress aggiunto.
  • Tenete il senso di colpa fuori del vostro calcolo -  Si sa, a volte dire no ci fa sentire in colpa. Ci sembra di aver fatto del torto a qualcuno, ma questo la maggior parte delle volte non è vero, il mondo gira comunque anche se non ci sobbarchiamo dell’ennesimo progetto. In più ci sono persone abilissime a sfruttare questa cosa per farvi superare i vostri limiti. Se includete nei vostri calcoli anche i sensi di colpa è assai più probabile aggiungere nuovo stress e risentimento alla vostra vita.
  • Dormiteci su – Siete tentati dalla richiesta di un vecchio amico per fare volontariato per proteggere il pesce veloce del baltico? O a partecipare alla gara di pattini a rotelle sul pavè? Prima di rispondere prendetevi un giorno per soppesare la richiesta e come questa si inserisce nella vostra lista di priorità (NDR il pesce veloce del baltico è il merluzzo).
 

Altra cosa non sempre facile è il come dire no. Ecco alcune cose da tenere a mente quando si ha bisogno di rifiutare qualcosa:

  • Dire “NO” – La parola NO ha un grande potere chiarificatore. Non usate frasi del tipo “Non credo che posso”,  “non sono sicuro”, possono essere fraintese dall’interlocutore, che potrebbe pensare che voi state valutando la risposta e che c’è possibilità che voi direte di sì e quindi ritornerà alla carica martellandovi neanche fosse Thor figlio di Odino mandato sulla terra (li avete visti i Vendicatori sì? Neanche letto i fumetti di Thor? Beh andate a vedere e capirete)
  • Essere brevi – Dire subito il motivo del rifiuto, non perdersi in giustificazioni o spiegazioni elaborate
  • Essere Onesti (sempre con educazione) – La verità è sempre il modo migliore di rifiutare una richiesta a cui non possiamo o non vogliamo dare seguito, certo non possiamo dire a qualcuno che non vogliamo andare in macchina con lui perché gli puzza l’alito come una botte di bagna cauda, in questi casi inventiamo qualcosa di meno brutale.
  • Essere rispettosi – Non c’è bisogno di spiegazioni
  • Essere pronti a ripetere il concetto: No. – Potrebbe essere necessario rifiutare la richiesta più di una volta, le persone sono insistenti soprattutto se fino a ieri siete stati eccessivamente disponibili
Se siete abituati a dire sempre di sì non sarà facile dire no. Ma imparare a dire no è importante per salvaguardare voi, chi vi sta a cuore, la vostra vita ed evitare una gestione dello stress da campionato del mondo.
[Dire di no diventa ancora più difficile se siamo introversi. Se vi è piaciuto l’articolo di Marco Bonora e volete approfondire l’argomento, potete leggere il suo libro “Introversi è meglio“, dove troverete tanti consigli pratici – anche per imparare a dire di no].