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breve commento dell'autore Giorgio Dibitonto:
“Raffaele disse: «Presto la Terra sarà nuovamente giardino di Eden. Ma gli uomini della Terra, a causa della durezza del loro cuore, prima di essere nuovamente felici, dovranno molto soffrire. Vincerà alla fine l’Amore che è in ognuno di loro, più forte di ogni cattiva passione».
Intervenne poi Firkon con la sua voce gioviale: «Nella Bibbia», disse con vivacità, «si legge che gli Ebrei ebbero un esodo che li condusse fuori dalla schiavitù. Ebbene, questo è il nostro messaggio attuale: la Terra si prepari ad un nuovo esodo senza precedenti nella sua storia. Nessun fatto mai accaduto sulla Terra può essere paragonato a quanto vi attende. Per comprendere, occorre che si leggano “i segni” che il testo narra per quell’esodo. Colonne di fumo e di fuoco, che voi oggi chiamate dischi e astronavi, furono sul capo dei fuggiaschi dall’Egitto. Gli stessi segni, le stesse realtà che vi stanno preannunciando il nuovo e definitivo esodo che vi condurrà fuori del male e vi porterà all’Amore Universale, vera terra promessa. È molto importante che questo sia compreso da tutti. I tempi incalzano».
Pur non avendo mai letto con particolare attenzione l’esodo, la spiegazione di Firkon mi fece comprendere molto bene quanto intendeva dire.
«Noi», disse Ilmuth con voce dolcissima, «vi accompagneremo come facemmo allora, e molto più grande sarà ora la nostra assistenza. Vi condurremo nel giardino di Eden. Questo passaggio è imminente perché già sono presenti le dieci piaghe sul pianeta a causa di spiriti potenti nel male. Dovrete attraversare un deserto nei confronti del quale quello che superarono gli ebrei era una oasi. Ma noi saremo come allora e molto più visibilmente sopra di voi e vi daremo ogni aiuto e ogni consolazione. Vi aiuteremo in ogni senso. Saremo colonna di nubi nel giorno e di fuoco nella notte. Non vi lasceremo mai e sarete protetti come nessuna creatura lo fu mai sul vostro pianeta tormentato. Perché grande sarà la desolazione sulla terra».
Quindi parlò Kalna, e la sua voce soavissima era accompagnata dal canto persistente dell’usignolo: «Gli ebrei», disse, «furono condotti da un grande fratello dello spazio nato fra voi per quella grande missione. Il suo nome era Mosè. Voi sarete condotti da un nuovo Mosè, che noi tutti amiamo e adoriamo. Egli amerà tutti i popoli della Terra durante il loro esodo finale e sarà padre e fratello dolcissimo. Tutti coloro che avranno fiducia in lui e vorranno averlo come guida, potranno arrivare alla meta prefissa. Nessuno sarà lasciato a se stesso se non chi vorrà questo. Il messaggio che vi portiamo dallo spazio è un annuncio di speranza e di salvezza, mentre fosche nubi si addensano sugli orizzonti del vostro pianeta».