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cayce
 
“Ogni notte apri agli spiriti la loro gabbia,
senza che dominino o che vengano dominati.”
(Jalaluddin Rumi, Mathnawi)
 
La vita umana trascorre nell’alternarsi di tre stati: la veglia, il sonno e il sogno. A livello scientifico si afferma che la coscienza è attiva solo nello stato di veglia perché nel sonno siamo incoscienti mentre, nel sogno, mettiamo in scena le rappresentazioni simboliche del nostro inconscio. Invece, a livello spirituale, il sonno, il sogno e la veglia possiedono un significato molto diverso e profondo. A livello spirituale si può osservare che, quando ci addormentiamo, subiamo una scissione delle parti che ci formano. Infatti il corpo fisico e quello eterico restano nel letto, mentre il corpo astrale con il suo nucleo cioè l’io, si staccano dagli altri 2 involucri e salgono nei mondi spirituali: e la scissione accade ogni volta che ci addormentiamo.
 
Al risveglio, rientriamo negli involucri lasciati nel letto e ritroviamo la realtà che avevamo lasciato. Ma riportiamo, dal mondo spirituale, dei contributi molto diversi da quelli che potremmo acquisire nella vita quotidiana. Mentre dormiamo viviamo una condizione molto diversa da quella che la nostra coscienza vive durante la vita ordinaria. La nostra coscienza ordinaria è il frutto del riflesso del mondo esterno ma, mentre dormiamo, entriamo nel mondo spirituale che usa una logica molto diversa da quella a cui siamo abituati.
 
Mentre dormiamo entriamo in un mondo fatto di luce, viviamo in un mondo pieno di pura luce vibrante e vivente. Da questo mondo riportiamo le forze necessarie per rinnovare e ritemprare il corpo fisico. Di giorno, quando siamo svegli, siamo degli uomini terreni e attraversiamo la luce con il corpo fisico, ma non la possiamo percepire, anche la nostra percezione avviene tramite l’anima e lo spirito. Mentre siamo addormentati, il corpo astrale con il nucleo dell’io, entrano nel mondo che risplende di luce calda e vibrante, perciò diventiamo degli esseri spirituali fatti di luce pulsante.
 
Nel sonno diveniamo una nuvola di luce che splende nella luce cosmica. Nel sonno, diventiamo una nuvola luminosa e calda che si perde nella luce cosmica. Ma questo non vuol dire soltanto che si diventa esseri molto caldi e luminosi, ma significa anche che viviamo in un enorme intreccio di potenti forze cosmiche. Queste forze, di giorno, sono contenute nei nostri pensieri perché noi viviamo all'interno delle idee e dei concetti che diverranno i nostri pensieri. E questa è la cosa più difficile da comprendere per la logica consueta.
 
La luce cosmica viene attraversata da molte forze creative. Queste forze sono visibili nelle stelle che agiscono attivando il fiorire della vita vegetale e sul funzionamento dell'organismo degli animali. Le forze della luce esistono anche in modo indipendente da ciò che si mostra nella realtà materiale, perché provengono dal mondo spirituale. Mentre dormiamo, sperimentiamo la luce e assorbiamo tutte le forze creative della luce che vengono a intessere l’essere.
 
L’essere sente di essere luce in mezzo alle altre creature fatte di luce. Mentre dormiamo, il corpo astrale e l’io, vivono come nuvole luminose che fanno parte della luce cosmica, sentono la pura spiritualità vivente. Sentendoci luce nella luce e calore nel calore ci percepiamo come spirito che fa parte di un mondo colmo di spirito. Il calore che sentiamo non è il calore del mondo fisico: è un calore pieno di amore “vibrante e rinforzante.” Mentre dormiamo impariamo che siamo esseri fatti d’amore e sappiamo che non potremmo essere altro che questo.
 
Dormendo, entriamo nel mondo spirituale e impariamo a vivere delle esperienze piene d’amore. La notte, impariamo a vivere in mezzo a entità che sono composte d’amore, che basano sull’amore la loro esistenza e che traggono dall’amore la loro stessa essenza. Entriamo nel mondo spirituale e impariamo che non potremmo essere altro che amore perché il mondo dello spirito è colmo d’amore, perché l’amore è la base dell’esistenza universale: e tutto questo lo impariamo durante il sonno.
 
Ma potremmo ancora non capire lo scopo dell'esperienza, se non diciamo che il sonno è la preparazione alla morte. Non a caso si disse che il sonno è il fratello minore della morte. Perciò se, dopo la morte, non vogliamo entrare nei mondi spirituali nel modo sbagliato dobbiamo aumentare la nostra capacità di amare altrimenti vivremo molte esperienze ma esse ci risulteranno oscure e saremo smarriti, angosciati e passivi durante il passaggio dalla vita alla morte.
 
Nel mondo terreno non conosciamo l’amore spiritualizzato, ma conosciamo solo l’amore passionale fatto di materialità. Nel mondo spirituale esiste solo amore spiritualizzato, perciò dobbiamo diventare coscienti di questo. Dobbiamo vedere l'esperienza del sonno come una prova di questo grande passaggio. Ma riusciamo a farlo solo se aumentiamo la nostra capacità di amare, altrimenti tutto questo ci resterà oscuro. L’apprendimento sul modo giusto di affrontare l'ingresso nel mondo spirituale avviene con o stato di sonno, avverte Steiner.
 
Ma lo comprendiamo se lasciamo il pensare usato dal corpo fisico e dall’eterico che giacciono nel letto. Va saputo pure che il corpo eterico continua a pensare anche durante il sonno, in quanto conserviamo la nostra capacità di pensare anche mentre l’anima è assente. in questo modo sapremmo pure che quello che giace nel letto continua a spingere le onde del suo pensiero. E quando, al risveglio, ritorniamo a immergerci nei 2 corpi che avevamo lasciato ritroviamo i nostri pensieri. Al risveglio, ritroviamo sempre i nostri pensieri.
Ad ogni risveglio, rientrando nell'involucro fisico ed eterico, si produce un’onda più densa che entra dentro un mare meno denso, e sentiamo che c'è un arresto. Il corpo astrale e l’io che, dormendo, hanno vibrato nella luce e nel calore cosmici ricolmi d’amore, al risveglio, si ritrovano immersi nei veicoli densi e nei pensieri consueti. Ma non li comprendono subito perciò l’arresto è percepito come un sogno del mattino. Di solito, si attribuisce un’importanza ridotta alla vita onirica, oppure viene creduta importante solo per lo studio dell’inconscio individuale, ma non viene considerata importante per acquisire una profonda conoscenza del mondo.
 
In realtà, il sonno e il sogno possiedono grande importanza perché sono lo spiraglio attraverso il quale mondi diversi dal nostro possono affacciarsi nel nostro mondo. A causa di questi equivoci siamo indotti a credere che il sogno sia un residuo della vita di veglia, infatti si crede che il sogno mostri ciò che non possiamo fare o quello che non sappiamo essere durante la vita di veglia. Si dice che sogniamo ciò che non possiamo trovare o non possiamo fare da svegli. Tutto questo contenuto diventa il nostro sogno, e ogni desiderio inappagato e l'illusione diventa un sogno notturno.
 
Ma la verità è ben altra, infatti il dormiente estrae il suo corpo astrale e il nucleo dell’io fuori dall'involucro fisico e dall'eterico, e si ritrova a essere l’entità che ha già percorso molte vite terrene. Le parti più forti dell’essere sono sempre l’io e il corpo astrale, perché essi conservano tutti i ricordi delle vite terrene passate. Tutti questi ricordi possono pervadere l’anima e lo spirito dell’entità che sogna alcune tracce dei suoi più antichi ricordi. Al nostro interno conserviamo la struttura complessiva di tutto quello che siamo, e molto di questo diventa la rappresentazione dei nostri sogni notturni.
 
La vita onirica non si capisce perché le immagini oniriche vengono condizionate dai nostri pensieri. Ma, durante il sonno non abbiamo la rappresentazione completa di tutto il nostro essere, perciò le immagini del sogno mostrano una drammatizzazione camuffata e parziale di tutto quello che l’uomo ha già vissuto in passato. Durante il sogno, l’uomo ha un rapporto con se stesso che è molto diverso da quello che vive da sveglio. Il sogno ci mostra quello che accade nel mondo sensibile, ma ce lo mostra in un modo totalmente trasformato.
Per questo motivo, nel sogno, tutto diventa possibile, persino fare dei voli acrobatici anche aver bisogno di avere l'aereo. Queste cose sono chiamate rappresentazioni fantastiche, perché la coscienza consueta non le può ammettere usando la sua logica. Ma il sogno le rende e le mostra come realtà possibili. Per questo il sogno va visto come una condizione di negazione delle leggi di natura, perciò ci insegna a entrare in contatto con il mondo che agisce usando leggi diverse da quelle comuni.
 
Nel sogno avviene un conflitto tra le leggi che regolano il mondo sensibile e quelle che regolano il mondo soprasensibile: questo è il punto più difficile da capire. Sappiamo che il dormiente fa uscire il corpo astrale composto di luce spiritualizzata, colmo di calore e di amore cosmico: questo è il contenuto del nostro corpo astrale. È essenzialmente il corpo astrale che ha bisogno di farci uscire fuori dal nostro involucro fisico e dal corpo eterico. È l’astrale che vuole fuggire per ritrovare la familiarità con il mondo soprasensibile.
 
L’astrale è abituato a vivere con regole diverse da quelle fisiche. L'astrale cerca un mondo che sia libero da ogni vincolo, perché vuole essere libero. Egli cerca un mondo che gli consenta di avere la libertà e la mobilità adatte alla plasticità dell’io che conserva al suo interno. Ogni notte l’io viene portato nel mondo spirituale, dal suo corpo astrale. In quel luogo l’io è libero di essere e di fare tutto quello che vuole. Durante il sonno, l’io continua a lavorare a quello che dovrà completare quando sarà ritornato nel mondo dello spirito da cui è disceso.