loading
1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 (0 Votes)
1
 
Il Libro dell'Amore

E fu così che la regina del Sud divenne nota come regina di Saba, ossia la saggia regina degli abitanti di Saba. Il suo nome era Makeda, che nella sua lingua madre significava “l’impetuosa”. Era una regina sacerdotessa, devota a una dea del Sole che era nota per irradiare bellezza e abbondanza sul gioioso popolo dei Sabei. La dea era conosciuta come “colei che emana potenti raggi di benevolenza”. Il suo sposo era il dio della Luna e le stelle erano le loro figlie.(...) I Sabei erano gente virtuosa. La loro impetuosa regina del Sole regnava con lungimiranza e pertanto essi possedevano ogni tipo di abbondanza: amore, gioia, fertilità, saggezza, oltre a tutto l’oro e i gioielli che si potevano desiderare.
Accadde così che il grande re Salomone apprese di questa impareggiabile regina Makeda grazie a un profeta che lo avvisò: «Una donna che è tua pari e controparte regna in una lontana terra del Sud. Imparerai molto da lei e lei imparerà da te. Incontrarla è il tuo destino». Dapprima egli non credette che una donna simile potesse esistere, ma la sua curiosità lo spinse a mandarle un invito, in cui le chiedeva di visitare il suo regno sul sacro monte Sion. I messaggeri che si recarono a Saba per informare la grande e impetuosa regina Makeda dell’invito di Salomone scoprirono che la saggezza del loro re era già leggendaria in quella terra, così come lo splendore della sua corte, e che la regina lo conosceva. Le sue profetesse le avevano predetto che un giorno avrebbe affrontato un lungo viaggio per trovare un re con cui avrebbe realizzato lo hieros–gamos, il matrimonio sacro che combinava il corpo alla mente e allo spirito nell’atto dell’unione divina. Sarebbe stato il fratello gemello della sua anima e lei sarebbe diventata la sua sposa sorella, sarebbero stati metà dello stesso intero, completi solo nella loro unione.(...)
Makeda, la regina di Saba, giunse a Sion con un seguito assai numeroso(...) Si presentò da lui senza astuzia, perché era una donna pura e sincera, incapace di fingere o ingannare.(...)
Fu così che Makeda raccontò a Salomone tutto ciò che aveva nella mente e nel cuore e gli chiese di rispondere alle domande che aveva preparato per lui. (...) Le sue risposte le avrebbero consentito di stabilire se erano davvero nati dallo stesso spirito e se erano destinati a celebrare lo hieros–gamos insieme. Tuttavia, alla fine Makeda non ebbe bisogno di quelle domande. Non appena fu al suo cospetto e lo guardò negli occhi, capì che era parte di lei, lo era fin dal principio e lo sarebbe stato per l’eternità.
Salomone rimase colpito dalla bellezza e dai modi di Makeda, ma fu soprattutto la sua onestà a lasciarlo del tutto disarmato. La saggezza che vide nei suoi occhi rifletteva la sua ed egli comprese all’istante che i profeti avevano ragione. Lei era la sua pari. Come poteva essere altrimenti, se era l’altra metà della sua anima?(...)
Fu allora che la regina di Saba e re Salomone si unirono nello hierosgamos, il matrimonio che unisce la sposa e lo sposo in un connubio spirituale che si può trovare solo all’interno della legge divina. La dea di Makeda si amalgamò al Dio di Salomone nella più sacra delle unioni, la fusione del maschile e del femminile in una cosa sola. Fu attraverso Salomone e la regina di Saba che El e Asherah si riunirono nella carne.
Restarono nella camera nuziale per l’intero ciclo lunare legati dalla fiducia e dalla consapevolezza, senza che niente separasse la loro unione, e si dice che durante quel periodo i segreti dell’universo furono rivelati attraverso di loro. Insieme, scoprirono i misteri che Dio condivideva con il mondo, con chi aveva orecchie per intendere.
(...)Entrambi sapevano che un giorno si sarebbero dovuti separare per tornare nei rispettivi regni(...) Il loro trionfo e la loro gloria stavano in ciò che ciascuno aveva portato all’altro affinché lo usasse con giudizio nel proprio destino individuale.
Salomone scrisse più di mille canzoni dopo essere stato ispirato da Makeda, ma nessuna riuscì a equiparare il Cantico dei Cantici, che porta in sé i segreti relativi allo hieros–gamos e a come si possa scoprire Dio attraverso questa unione. Si narra che Salomone ebbe molte mogli, ma che solo una era stata parte della sua anima. Anche se Makeda non divenne mai sua moglie secondo la legge degli uomini,fu la sua unica sposa secondo la legge di Dio e della natura, ossia secondo la legge dell’Amore.
(...)Una volta che lo hieros–gamos è stato consumato fra due anime predestinate, lo spirito degli amanti non si separerà mai.
Chi ha orecchie per intendere intenda.
(Il Libro dell'Amore-K. McGowan)