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Il Libro Perduto di Enki

Il fratricidio di Inanna per mano di Ereshkiga
Inanna era preoccupata per la sparizione e la morte di Dumuzi, infine il dolore prese il sopravvento.
Si affrettò allora nell’Abzu Inferiore, per recuperare il corpo di Dumuzi e dargli sepoltura.
Quando Ereshkigal, sua sorella, ricevette notizia dell’arrivo di Inanna ai cancelli del sacro recinto, sospettò che Inanna nutrisse in cuor suo un subdolo progetto: pretendere un erede dal fratello di Dumuzi, Nergal, sposo di Ereshkigal.
A ciascuna delle sette porte, una ad una le bardature e le armi vennero sottratte a Inanna.
Rimase, svestita e impotente, davanti al trono di Ereshkigal.
Fu accusata di tramare di avere un erede da Nergal, fratello di Dumuzi!
Tremante di collera, Ereshkigal non volle ascoltare le spiegazioni della sorella.
<<Che siano liberate contro di lei le sessanta sofferenze!>>
Così Ereshkigal ordinò infuriata a Namtar, suo visir.
I genitori di Inanna erano molto angosciati per la sua scomparsa nell’Abzu Inferiore.
Nannar ne parlò con Enlil, Enlil inviò un messaggio a Enki.
Da Nergal, suo figlio, sposo di Ereshkigal, Enki apprese quanto era accaduto.
Con l’argilla dell’Abzu Enki creò due emissari, esseri senza sangue, incolumi ai raggi di morte (due esseri biologici creati in laboratorio, come Enkidu e molti altri).
Li inviò nell’Abzu Inferiore, affinché riportassero indietro Inanna, viva o morta.
Quando giunsero al cospetto di Ereshkigal, le loro sembianze suscitarono le sue perplessità:
<<Siete Anunnaki?
Siete Terrestri?>>
Così con stupore Ereshkigal chiese loro.
Namtar rivolse contro di loro le magiche armi del potere (armi a raggi), ma i due rimasero illesi!
Li condusse allora al corpo senza vita di Inanna, da un palo esso pendeva.
Gli emissari di argilla diressero allora sul corpo "l'Impulso" e "il Lampo" (due dispositivi di rianimazione, già usato da Ninmah con Anzu in passato).
Poi spruzzarono su di lei l’Acqua della Vita, nella sua bocca deposero la Pianta della Vita.
Allora Inanna si mosse, aprì gli occhi: dai morti Inanna si risvegliò!
Quando i due emissari furono pronti a riportare Inanna al Mondo Superiore, Inanna ordinò loro di portare via anche il corpo esanime di Dumuzi.
Alle sette porte dell’Abzu Inferiore a Inanna vennero restituite tutte le bardature e tutte le armi.
Ordinò agli emissari di portare l’amante della sua gioventù, Dumuzi, alla sua dimora, nella Terra Nera.
Di lavarlo con acqua pura, di ungerlo con oli profumati.
Di vestirlo con un sudario rosso, di deporlo su di una lastra di lapislazzuli.
Infine di scavare nella roccia un luogo per farlo riposare, per attendere lì "il Giorno del Risveglio".
Per quanto riguardava lei, Inanna si avviò verso la dimora di Enki: voleva vendicare la morte del suo amato; esigeva la morte di Marduk, il colpevole.
<<Ci sono state già abbastanza morti!>>
Così le rispose Enki.
<<Marduk è stato un istigatore, ma non ha commesso omicidio!>>
Allorché Inanna venne a sapere che Enki non avrebbe punito Marduk, si recò dai propri genitori e dal fratello.
Elevò un lamento nell’alto dei cieli:
<<Giustizia! Vendetta!
Morte a Marduk!>>
Così implorò.
Alla dimora di Enlil gli altri suoi figli si unirono a Inanna e Utu, si riunirono in un consiglio di guerra.
Ninurta, che aveva sconfitto il ribelle Anzu, pretendeva misure forti.
Utu raccontò di accordi segreti fra Marduk e gli Igigi.
<<Di Marduk, serpe maligna, la Terra si deve liberare!>>
Così Enlil concordò con loro.
Quando a Enki fu inviata richiesta della resa di Marduk, Enki convocò alla sua dimora Marduk e tutti gli altri suoi figli.
<<Pur se sto ancora piangendo per il mio adorato Dumuzi, devo difendere i diritti di Marduk!
Pur se Marduk ha istigato il male, Dumuzi è morto per colpa del fato malvagio e non per mano di Marduk.
Marduk è il mio primogenito, Ninki è sua madre, è destinato alla successione.
Deve essere protetto dalla condanna a morte decisa dalla banda di Ninurta!>>
Così parlò Enki.
Solo Gibil e Ninagal ascoltarono l’invito del padre; Ningishzidda era contrario.
Nergal esitava:
<<Lo aiuterò soltanto se si troverà in pericolo di vita!>>
Così disse.
Fonte: Il Libro Perduto del dio Enki