loading
1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 (0 Votes)
pilastri-del-successo-carnegie
Lo trovi sul Giardino dei Libri


Se vuoi avere successo devi conoscere la vita di chi ha avuto successo.
Andrew Carnegie (1835-1919) - famoso imprenditore, magnate dell’acciaio, il secondo uomo più ricco del mondo dopo Rockefeller, mentore di Napoleon Hill, confidente di diversi Presidenti americani - è l’esempio di una persona che si è fatta da sé, raggiungendo vette straordinarie di successo. La sua vita rappresenta la favola del “from rags to riches”, dagli stracci ai castelli d’oro.
Negli stracci, infatti, Carnegie ci era stato davvero. La storia del suo successo comincia come quella di un povero ragazzo scozzese che arriva in America e che, dopo molti travagli e trionfi, diventa il grande signore dell’acciaio, costruendo un’industria colossale, ammassando un patrimonio enorme che poi dona quasi interamente per l’illuminazione e il bene dell’umanità.
Queste pagine raccolgono, per la prima volta in un unico volume, due notevoli opere di Andrew Carnegie: la sua autobiografia e “Il Vangelo della Ricchezza”, il suo saggio sul dovere dei ricchi di donare parte dei propri beni alla società. E lui mise davvero in pratica quello che predicava, creando quasi seicento biblioteche, fondando la Carnegie Mellon University, facendo costruire la Carnegie Hall e innumerevoli altre opere.
Fu intervistando il grande magnate e filantropo e vedendo tutta la sua determinazione a migliorare e a cogliere opportunità di affari e di ricchezza in tutte le circostanze che Napoleon Hill prese ispirazione per la sua filosofia del successo nel bestseller Pensa e arricchisci te stesso.

INDICE

Prefazione
Nota del curatore
  1. Genitori e infanzia
  2. Dunfermline e l’America
  3. Pittsburgh e il lavoro
  4. Il colonnello Anderson e i libri
  5. L’ufficio del telegrafo   
  6. Il servizio ferroviario   
  7. Soprintendente della Pennsylvania
  8. Il periodo della Guerra Civile   
  9. La costruzione di ponti   
  10. Le ferriere
  11. New York come sede
  12. Negoziazioni di business   
  13. L’epoca dell’acciaio
  14. Soci, libri e viaggi
  15. Viaggio in carrozza e matrimonio
  16. Gli stabilimenti e gli uomini
  17. Lo sciopero di Homestead
  18. Problemi con la forza lavoro
  19. Il “vangelo della ricchezza”
  20. Fondi didattici e fondi pensione
  21. Il Palazzo della Pace e Pittencrieff
  22. Matthew Arnold e altri
  23. Leader politici britannici
  24. Gladstone e Morley
  25. Herbert Spencer e il suo discepolo
  26. Blaine e Harrison
  27. La diplomazia di Washington
  28. Hay e McKinley
  29. Incontrare l’imperatore tedesco
Il vangelo della ricchezza

APPROFONDIMENTI

PREFAZIONE:
"Dopo essersi ritirato dall’attività, mio marito aveva ceduto alle sollecitazioni calorose di amici, sia qui negli Stati Uniti che in Gran Bretagna, e aveva iniziato ad annotare di tanto in tanto i ricordi dei primi tempi della sua vita. Scoprì però ben presto che, invece del tempo libero che si aspettava, la sua vita era più impegnata negli affari di quanto non lo fosse prima, e riservò la scrittura di queste memorie a suoi periodi di vacanza in Scozia. Per alcune settimane, ogni estate, ci ritiravamo nel nostro piccolo bungalow sulle brughiere di Aultnagar per goderci la vita semplice, e fu lì che Mr. Carnegie scrisse gran parte della sua opera. Provava gioia nel tornare a quei primi tempi, e mentre li scriveva li riviveva di nuovo.
Era occupato in tal modo nel luglio 1914, quando le nubi della guerra cominciarono ad ammassarsi; e quando ci giunsero le no­tizie fatidiche del 4 agosto lasciammo immediatamente il nostro ritiro sulle colline e tornammo a Skibo per essere più al corrente della situazione.
Queste memorie terminarono in quel periodo. Da allora in poi non è mai stato in grado di interessarsi ad affari privati. Molte volte tentò di continuare a scrivere, ma lo trovava inutile. Fino ad allora aveva condotto la vita di un uomo di mezza età - e un uo­mo giovane per giunta - giocando a golf, pescando, nuotando ogni giorno, talvolta facendo tutte e tre le cose in una sola giornata. Ottimista com’è sempre stato e ha cercato di essere, anche dinanzi al fallimento delle sue speranze, il disastro mondiale era troppo. Aveva il cuore spezzato. Una forte influenza seguita da due gravi attacchi di polmonite lo hanno fatto precipitare nella vecchiaia. Qualcuno ha detto di un contemporaneo deceduto alcuni mesi  prima di Mr. Carnegie che “non avrebbe mai potuto sopportare il peso della vecchiaia”.
Forse la parte più ispiratrice della vita di Mr. Carnegie, per coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo intimamente, è stato il modo in cui ha sopportato il suo “peso della vecchiaia”. Sempre paziente, premuroso, allegro, grato per qualunque piccolo piacere o servizio, senza mai pensare a se stesso, ma sempre allo spuntare di un giorno migliore, il suo spirito ha brillato sempre più finché “egli non è stato più, perché Dio lo ha preso”.
Sul risguardo del suo manoscritto ci sono queste parole, scritte di suo pugno: “E probabile che da queste memorie si potrebbe rac­cogliere il materiale per un piccolo volume che al pubblico farebbe piacere leggere, e che un volume privato e più ampio potrebbe es­sere gradito ai miei parenti e amici. Penso che molto di ciò che ho scritto di tanto in tanto possa essere saggiamente omesso. Chiun­que riordini questi appunti dovrebbe stare attento a non gravare il pubblico con troppe cose. Si dovrebbe scegliere un uomo con un cuore, oltre che con la testa”.
Chi, allora, poteva corrispondere così bene a questa descrizione come il nostro amico, il professor John C. Van Dykef Quando gli è stato mostrato il manoscritto, ha osservato, senza avere letto l'annotazione di Mr. Carnegie: “La preparazione di questo mano­scritto per la pubblicazione sarebbe un lavoro fatto per passione”. Qui, allora, la scelta è stata reciproca, e il modo in cui egli ha svol­to questo “lavoro” dimostra la saggezza della scelta - una scelta fatta e portata a termine nel nome di una rara e bella amicizia."
Louise Whitfield Carnegie