loading
1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 (0 Votes)
il linguaggio del corpo
Nelle posture e nell'atteggiamento che assume in ogni suo gesto, il corpo parla un linguaggio che anticipa e trascende l'espressione verbale. Non è la mente che va in collera né il corpo che colpisce: è l'individuo, nella sua unità, che si esprime.
Perché molti pazienti in analisi non trovano sollievo alle proprie sofferenze e soluzione ai loro problemi? E da dove deriva la diffusa delusione per i risultati della terapia psicoanalitica?
Per Lowen, in quello che è stato fin dal suo apparire un libro di culto, il limite consiste nel fatto che l'analista si occupa di sensazioni e percezioni corporee a livello verbale e mentale, quando invece l'organismo si esprime più chiaramente con il movimento che con le parole: nelle pose, nell'atteggiamento, in ogni gesto, esso parla un linguaggio che anticipa e trascende l'espressione verbale.
Il linguaggio del corpo, se correttamente decodificato, può risultare molto eloquente e costituire per la tecnica analitica un materiale altrettanto valido dei sogni, dei lapsus, della libera associazione. L'individuo è un'unità, non scissa in mente e corpo, e studiare come si esprime un individuo significa osservare la sua motilità, ossia la manifestazione dell'emozione.
Le tecniche dell'analisi e della terapia bioenergetiche consentono di curare il paziente nel suo complesso, perché permettono al terapeuta di analizzare non solo il problema psicologico, come farebbe qualsiasi analista, ma anche l'espressione fisica del problema stesso. E dalla doppia attenzione, verbale e corporea, deriva la possibilità di instaurare una relazione più ampia e profonda.

AUTORE

 
Alexander Lowen, (23 dicembre 1910 – 28 ottobre 2008) medico e psicanalista è direttore dell'Institute for Bioenergetic Analysis di New York.
Paziente ed allievo di Reich, coniò il termine di "bioenergia".
Lowen allargò gli scopi del lavoro sul corpo ed introdusse il lavoro bioenergetico a casa.
Anziché limitarsi alla sola pressione e manipolazione delle tensioni muscolari croniche, egli fece uso di alcune posizioni di stress che potevano aiutare queste tensioni a rilasciarsi. La prova evidente di questo ammorbidimento delle tensioni era l'insorgere, nei muscoli, di una fine vibrazione.
Lowen poté quindi osservare come i blocchi muscolari impedivano il libero scorrere dell'energia. Per esempio, un diaframma cronicamente contratto, come una strettoia, interrompeva l'onda respiratoria, provocando una respirazione superficiale. Come risultato diminuiva l'apporto di ossigeno ed il livello energetico calava. Questo modo superficiale di respirare è uno dei sistemi che noi usiamo per controllare le nostre emozioni. Per aiutare i pazienti a respirare meglio Alexander Lowen inventò il cavalletto bioenergetico.