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Mauro Biglino

Una storia che i detentori della conoscenza hanno costruito a tavolino, utilizzando i testi cosiddetti sacri come puro pretesto, come spunto per dare voce a una loro creazione artificiale.
"In questa nuova pubblicazione ho voluto inserire una serie di prime riflessioni sul Nuovo Testamento, ho anche scelto di rispondere in modo circostanziato alla più importante delle contestazioni che l’esegesi giudaico-cristiana mi rivolge: quella relativa al termine Elohim, al suo essere plurale o singolare, al suo significare Dio oppure no. E' infatti fondamentale stabilire se la Bibbia parla del Dio unico oppure no.
Questo scritto è dunque un excursus su vari temi compiuto con l’intento di evidenziare la questione di fondo che concerne il nostro rapporto con quel libro su cui mi pongo le seguenti domande: per l’Antico Testamento, i detentori della conoscenza hanno raccontato ciò che veramente contiene? Per quanto concerne invece il Nuovo Testamento, come si comprenderà dal contenuto del lavoro, la domanda è necessariamente diversa: gli autori hanno scritto il vero? La risposta è per me scontata in entrambi i casi: assolutamente no.
Per l’Antico Testamento non si sono limitati a non raccontare, ma sono andati ben oltre e hanno deliberatamente e spudoratamente inventato ciò che non c’è. Per il Nuovo Testamento gli autori dell’inganno sono stati innanzitutto gli estensori, coloro che hanno inventato la figura cristica che è ben diversa dalla figura storica del predicatore giudeo messianista.
Nel volume 2 de “La Bibbia non è un libro sacro”, si trovano anche risposte a critiche e osservazioni che i rappresentanti delle diverse, e spesso contraddittorie, dottrine hanno rivolto alle ipotesi contenute nei miei precedenti lavori. Un percorso che parte dal primo versetto della Genesi per arrivare a riflettere, sia pure per il momento molto sinteticamente, sull’inganno finale: da Adamo a Gesù dunque che viene affrontato in questa nuova edizione."
Questo libro cerca di dare risposta a queste e molte altre domande:
  • Chi ha trasformato in Dio, un militare feroce, privo di rispetto per la vita di ogni essere umano che non appartenesse alla sua alleanza?
  • Chi ha trasformato in figlio di Dio un predicatore giudeo, appartenente forse al più sanguinario dei gruppi nazionalisti antiromani del tempo, gli zeloti?
  • Chi ha trasformato in religione universale una visione nazionalista che contemplava un popolo eletto, scelto su base razziale?
  • Chi ha elaborato un sistema di propaganda che si è rivelato più efficace di qualunque strategia di comunicazione messa in atto dalle varie dittature che hanno operato nella storia dell’umanità?

INDICE

Introduzione
  1. I presupposti e le modalità di un’invenzione
  2. Giuseppe Flavio e i suoi curiosi riferimenti biblici
  3. Non confondiamo il termine Elohim con...
    Le obiezioni dell’esegesi
  4. E se il termine Elohim fosse singolare?
  5. Giosuè/Gesù, figlio di Dio o figlio di un El?
    Gabriele: angelo oppure...?
    Battesimo: curiose corrispondenze
    Trasfigurazione: curiosi richiami
    Docile agnello sacrificale?
    Asceso o assunto?
  6. Miracoli o scienza medica?
  7. Un’ispirazione poco chiara?
  8. I possibili artefici dell’inganno?
  9. Quello che ci è stato detto sulla Bibbia è falso?
  10. Indicazione conclusiva per il lettore
Elenco delle abbreviazioni adottate
Bibliografia essenziale

APPROFONDIMENTI

I presupposti e le modalità di un’invenzione
"Stante la natura di questo libro che vuole essere la prosecuzione del lavoro precedente, mi sento davvero di entrare nel merito dei contenuti affermando che il Dio biblico, l’idea stessa della sua esistenza, le sue caratteristiche, gli attributi che lo connotano, la sua presunta volontà, i suoi obiettivi, le finalità con cui opererebbe, sono frutto di un’invenzione.
Probabilmente è la più grande invenzione che una parte dell’umanità - una parte numericamente molto limitata ma dotata di astuzia e intelletto messi a disposizione di obiettivi precisi e forse anche opportunamente guidata e indirizzata da chi ci ha fabbricati - ha elaborato e messo in opera per dominare sulla restante parte numericamente molto più estesa."
Mauro Biglino