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Mario Pincherle

Le gesta del leggendario eroe alla ricerca dell'immortalità, nel primo poema della storia
Mario Pincherle, straordinario archeologo, scienziato, poeta, commenta il racconto mitologico, più antico dell'Iliade, sull'amicizia tra uomini e dèi, all'inizio della nostra civiltà.
Scrive Pincherle “I libri che scrivo e che faccio conoscere, hanno uno scopo, un filo conduttore, far rinascere gli antichi pensieri creativi dell’uomo. L’archeologo moderno, indagando nell’antichità, ha trovato un mondo edenico, pacifico, felice. L’antica età dell’oro non fu un mito, ma realtà!”.
È ciò che troviamo in questo antichissimo testo, incredibilmente attuale, per i temi che tratta, la ricerca dell’immortalità, la confusione tra Male e Bene, il maschile e il femminile, l’eterna lotta tra Spirito (il perfetto) e Anima (la parte caduca, imperfetta dell’uomo). Un testo immortale, indispensabile in ogni Biblioteca.
La storia di Gilgamesh risale alle origini della civiltà. Per secoli se ne erano perse le tracce, finché a metà dell’Ottocento alcune tavolette incise sono state ritrovate quasi per caso. Ma ancora molto resta da scoprire su questa storia che narra dell’amicizia tra uomini e dei.
In un primo momento le tessere erano state riordinate in modo imperfetto, e le traduzioni che si sono susseguite negli anni, molte delle quali prive di valore filologico, hanno reso ancora più confusa la storia di questo poema.
Pincherle risale alle fonti originarie per permettere al lettore una comprensione completa di una delle più antiche e meravigliose epopee della storia dell’uomo. Con un ricco apparato fotografico sui più importanti reperti collegati al mito di Gilgamesh.