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Il narcisismo è da alcuni anni uno dei temi privilegiati delle discipline psicologiche. Inoltre, il “narcisismo” è diventato una delle parole chiave in vari tentativi di comprendere non solo la psicologia individuale, ma anche la cultura delle società in cui viviamo.
Con questa ricerca Alexander Lowen, lo psicoanalista che ha proseguito con più precisione e autorevolezza il cammino aperto da Wilhelm Reich, da un contributo originale e illuminante alla comprensione di quello che sta diventando, a giudizio di molti, il male più diffuso e allarmante dell’uomo contemporaneo.

Attraverso una serie di “storie di casi”, di esempi che permettono una comprensione agevole anche al non specialista, l’autore mette a fuoco la figura del narcisista e mostra come le terapie bioenergetiche si applichino con efficacia ai disturbi narcisistici. Vittima e al tempo stesso capace di infliggere terribili sofferenze, il narcisista è, nell’analisi di Lowen, innanzitutto caratterizzato da un’ostinata negazione dei sentimenti che lo condanna a desolanti rapporti manipolatori e inautentici.
Di particolare interesse è l’attenta ricognizione di quel “linguaggio del corpo” che nel narcisista anticipa e trascende l’espressione verbale.
AUTORE
LowenAlexander Lowen, (23 dicembre 1910 – 28 ottobre 2008) medico e psicanalista è direttore dell’Institute for Bioenergetic Analysis di New York.
Paziente ed allievo di Reich, coniò il termine di “bioenergia”.
Lowen allargò gli scopi del lavoro sul corpo ed introdusse il lavoro bioenergetico a casa.
Anziché limitarsi alla sola pressione e manipolazione delle tensioni muscolari croniche, egli fece uso di alcune posizioni di stress che potevano aiutare queste tensioni a rilasciarsi. La prova evidente di questo ammorbidimento delle tensioni era l’insorgere, nei muscoli, di una fine vibrazione.
Lowen poté quindi osservare come i blocchi muscolari impedivano il libero scorrere dell’energia. Per esempio, un diaframma cronicamente contratto, come una strettoia, interrompeva l’onda respiratoria, provocando una respirazione superficiale. Come risultato diminuiva l’apporto di ossigeno ed il livello energetico calava. Questo modo superficiale di respirare è uno dei sistemi che noi usiamo per controllare le nostre emozioni. Per aiutare i pazienti a respirare meglio Alexander Lowen inventò il cavalletto bioenergetico.