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Osho

L’infelicità è un condizionamento; la beatitudine è la tua anima, la tua essenza.
Mai come in questo momento si avverte la necessità di un’intima chiarezza che aiuti ad affrontare, ma soprattutto a cogliere nella giusta prospettiva, le interminabili emergenze con cui ci si trova a confronto. In questo senso, l’invito di Osho può e deve essere letto con una pragmaticità che non lascia spazio a interpretazioni o manipolazioni: «Se sei diventato consapevole che il mondo ha bisogno di una grande trasformazione, allora sei proprio tu il mondo più vicino a te stesso: comincia da lì».
In questo senso, è fondamentale mettere a fuoco, al di là della crisi in senso lato, dei luoghi comuni, delle identificazioni, un principio di realtà basato su reali valori “universali”. Un intimo processo di comprensione e conoscenza di sé, un punto di svolta interiore che chiarisca e aiuti a essere realistici. In breve, occorre pensare al presente e a quell’essenza che davvero permette di essere all’altezza della sfida cui siamo chiamati.
Solo alimentando consapevolmente la scintilla di umanità che è il vero senso della nostra vita, sarà possibile contribuire a questa crisi sistemica con soluzioni reali.
"«Ascolta le provocazioni della beatitudine, seguile sempre e andrai nella direzione giusta, andrai verso il divino che è l’esistenza. Non ascoltare mai qualcosa che provochi in te un senso di colpa, di dolore o di infelicità: ti allontaneresti dal divino.
(...)
L’infelicità è uno stato innaturale; la beatitudine è la tua natura. L’infelicità è un condizionamento; la beatitudine è la tua anima, la tua essenza»."
OSHO